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State of the U.S. Social Networking Market: Facebook Maintains Leadership Position, but Upstarts Gaining Traction 

Via Emergent Futures Tumblelog

Family (Taken with instagram)



Dinner (Taken with instagram)



Montenapoleone street : Cova confectionery store (Taken with instagram)



Montenapoleone street : LV fashion store (Taken with instagram)



Montenapoleone street : Gucci fashion store (Taken with instagram)



Montenapo street : Bulgari fashion store (Taken with instagram)


George Clooney Contracts Malaria During Trip to Sudan

George Clooney’s philanthropy has hit too close to home. The actor contracted malaria while in Sudan recently, his rep confirms to E! News.

Piers Morgan broke the news with a tweet while taping an eipsode of his show, which airs tomorrow night.

“George Clooney has contracted malaria following a recent trip to Sudan,” Morgan tweeted.

See how Clooney’s health is here… It’s actually the second time Clooney has gotten malaria Morgan told us with another tweet.

“More Clooney, it’s his 2nd bout of malaria. Taking medication but feeling rough.”

But the actor’s rep tells E! News he is fine.

“George is completely over the Malaria he contracted while in the Sudan during the first week in January,” the rep said.

And Clooney himself says it’s not a death sentence, revealing he simply took meds for the disease, which includes flu-like symptoms such as shaking, the chiils and fever and is carried by infected mosquitos.

“This illustrates how with proper medication, the most lethal condition in Africa can be reduced to a bad ten days instead of a death,” Clooney said.

The actor had traveled to Sudan last month to work with the U.N. on trying to prevent new fighting from breaking out in the war torn country.

Clooney’s aim was to get the U.S. and the international community ready to prevent possible violence connected to Sudan’s Jan. 9 referendum that would allow the country’s southern region to split from the rest of the war-ravaged nation. Voters have elected to secede, which will divide the country in two.

Clooney had written a piece for the Hufington Post on his work in the country. His appearance Morgan’s show was taped on Jan. 13.


Le balle del regime Iraniano

Che gli iraniani fossero dei maestri nell’inventarsi improbabili storie di ogni tipo lo sapevamo già (si guardi la storia di Sakineh), ma quella apparsa in Tv ieri sera le passa davvero tutte. Un presunto agente del Mossad che tranquillamente e spontaneamente racconta del suo addestramento, di come avrebbe ucciso uno scienziato nucleare iraniano e di come faceva spionaggio per Israele in Iran. Il presunto “super agente del Mossad” si chiamerebbe Majid Jamali Fesh, 28 anni, e afferma di essere stato persino all’interno della centrale operativa del servizio segreto israeliano, una quarantina di Km fuori Tel Aviv (a detta sua), dove avrebbe incontrato i massimi responsabili della sicurezza israeliana e dove gli sarebbe stato insegnato come seguire un sospetto senza però essere a sua volta seguito (non devono essere molto bravi gli addestratori israeliani visto il risultato), come fabbricare ordigni, come uccidere con le mani e persino come resistere agli interrogatori, cosa che chiaramente ha messo subito in pratica visto che non appariva certamente provato da ore e ore di tortura.
Ha poi descritto la struttura della centrale operativa del Mossad, descrivendola come “un caseggiato di oltre un chilometro quadrato strapieno di telecamere e circondato da un alto muro”. In sostanza ha descritto una qualsiasi centrale operativa di una qualsiasi polizia del mondo con dettagli che si possono leggere in qualsiasi romanzetto di spionaggio. Eppure il regime iraniano dichiara esultante di aver acquisito importantissime informazioni su questa misteriosa struttura e di aver inferto così un colpo mortale al Mossad. Contenti loro….. Il super agente del Mossad ha poi detto di essere stato addestrato all’omicidio di Masoud Ali Mohammadi, lo scienziato nucleare iraniano morto a seguito di un attentato con una motocicletta imbottita di esplosivo. Gli avrebbero fornito l’indirizzo di Masoud Ali Mohammadi e la pianta del quartiere. Come si può vedere, un piano certamente molto dettagliato che di certo non potrebbe portare a termine un orso Yoghi qualunque. Bubu forse si, ma si sa, il buon orsetto sono anni che lavora per il Mossad. Probabilmente ieri sera al Mossad, quello vero, se la ridevano a crepapelle. Poveri iraniani, costretti a fermare il primo che incontrano per strada e a sbatterlo in TV presentandolo come uno dei maggiori collaboratori del Mossad in Iran. Che il regime stia perdendo colpi?


Pericolo mussulmano

Potrebbe prendere tutto il Maghreb con pericolose propaggini verso i Paesi Arabi la smania di rivolta dell’estremismo islamico scoppiata in Tunisia. Quella che era nata come una rivolta contro l’aumento dei prezzi dei beni essenziali si è trasformata, nel volgere di poco tempo, in una rivolta contro l’islam moderato. Ieri in Yemen migliaia di studenti sono scesi in piazza per invitare i popoli islamici a sollevarsi contro i propri governi rei, secondo loro, di non applicare con rigore la Sharia. Movimenti simili, anche se in misura ridotta, si sono avuti in Egitto, Marocco, Sudan e Algeria. L’Europa sembra essere completamente bloccata e spiazzata da questi eventi. Ieri la Ashton si è limitata a balbettare una condanna ma, come al solito, non è andata oltre. D’altra parte è nota a tutti la sua incapacità di condannare l’estremismo islamico. Non hanno fatto di più le altre cancellerie e neppure il Parlamento Europeo. Giorni fa avevamo avvisato che l’estremismo islamico cercava di cavalcare la “rivolta del pane” e che il rischio che questa operazione riuscisse era concreto. Ora i fatti, purtroppo, ci danno ragione. Desta particolare preoccupazione il tentativo di rivolta in Sudan dove gli studenti sono scesi in piazza non tanto per contestare Bashir quanto piuttosto per contestare la separazione del Sud Sudan cristiano. Se infatti, come appare ormai certo, il risultato del referendum in Sud Sudan sarà quello della secessione, il Sudan Meridionale sarà la prima terra strappata agli islamici da secoli e secoli. Gli studenti sudanesi chiedono invece che il Sud Sudan non si separi e che venga immediatamente applicata la Sharia. Alla luce di quanto sta avvenendo ci aspetteremmo dall’Europa un intervento più deciso verso quegli Stati che foraggiano le rivolte, perché è indubbio che dietro ai movimenti di rivolta sorti contemporaneamente in buona parte del Maghreb c’è una regia precisa. Secondo una fonte egiziana sarebbe il caso di puntare l’attenzione su Siria e Turchia che più di una volta hanno finanziato i gruppi terroristici tunisini e algerini, mentre in Yemen dietro alle proteste studentesche contro Ali Abdallah Saleh, ci sarebbero i movimenti sciiti finanziati da Teheran. Continuare a chiudere gli occhi di fronte a quanto sta avvenendo nel mondo arabo potrebbe essere estremamente pericoloso.



Elvis

Roboto Glitter Lens, Pistil Film, No Flash, Taken with Hipstamatic


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